Rituali e Simboli. Risveglia la Tua Voce Interiore nel Salotto Immaginale

Rituali e Simboli. Risveglia la Tua Voce Interiore nel Salotto Immaginale

Rituali e Simboli. Risveglia la Tua Voce Interiore nel Salotto Immaginale

Nel Salotto Immaginale di Marzo in questa Luna Nuova abbiamo attraversato immagini simboliche per risvegliare l’intuizione e ritrovare la nostra sorgente creativa.

Ciao Anima Creativa,
C’è una soglia che puoi scegliere di attraversare. Non è fatta di muri o di porte, ma di immagini, visioni, percezioni che sfiorano il confine tra ciò che crediamo di sapere e ciò che ancora non abbiamo osato vedere.

Ogni incontro del Salotto Immaginale è questo: un varco. Un passaggio tra il visibile e l’invisibile, tra la realtà lineare e il mondo dell’intuizione.

Ho creato questo spazio perché sento il bisogno di un luogo in cui l’immaginario non sia solo un riflesso della realtà, ma una forza attiva, un linguaggio potente con cui dialogare. Un’esperienza condivisa, un rituale di risveglio dell’intuito e dell’immaginazione.

Benvenuta al Salotto Immaginale. Il mondo dell’immaginario simbolico dove ogni immagine è una guida intuitiva che risveglia la tua voce interiore.

indice
Il Salotto Immaginale: un rituale creativo sotto la Luna Nuova
L’immagine come soglia: la casa e l’uomo
I simboli nascosti nell’immagine: leggere il linguaggio dell’anima
Dall’ascolto dell’immagine alla propria immagine con intenzione
Intuizione e manifestazione: la creatrice che nasce dall’interno
Cosa ci siamo portate a casa: simboli, sensazioni e autenticità
Il prossimo Salotto Immaginale ti aspetta: un invito a ritrovarti

Il Salotto Immaginale: un rituale creativo sotto la Luna Nuova

C’è un momento, ogni mese, in cui la luna si fa invisibile. Nel suo ritirarsi, ci invita a fare lo stesso: a rallentare, a stare in ascolto, a tornare dentro.

È in questo spazio di silenzio fertile che ho scelto di aprire il Salotto Immaginale: un rituale mensile, gratuito e intimo, dedicato a undici creatrici sensibili che desiderano riconoscersi nel proprio gesto creativo e tornare alla propria sorgente interiore attraverso le immagini simboliche.

Giovedì 27 marzo, nel respiro sottile della Luna Nuova, ho guidato l’incontro uno.

Il cerchio del Salotto Immaginale è stato raccolto, profondo, e ogni donna ha potuto sentirsi accolta nella propria verità del momento.

Non c’era bisogno di sapere, né di fare. Solo di esserci, con delicatezza e presenza.

In questo primo incontro, ho voluto condurre un movimento attraverso il passaggio tra l’inverno e la primavera, non come evento stagionale, ma come movimento interiore: una soglia simbolica, emotiva, ciclica, dove la parte silenziosa e riflessiva di noi inizia a incontrare la luce del risveglio. Per celebrare l’equinozio di primavera.

Abbiamo iniziato con una semplice domanda:
Come stai, davvero, in questo passaggio?

E da lì, attraverso il potere evocativo delle immagini, siamo entrate nel linguaggio dell’anima: fatto di colori, simboli, emozioni e intuizioni.

Il Salotto Immaginale non è un laboratorio di creatività esteriore. È uno spazio in cui l’immagine diventa ponte tra visibile e invisibile, e dove il gesto creativo nasce da dentro, perché realizzarsi nella propria creazione significa prima riconoscersi nel proprio sentire.

 

Una delle partecipanti ha condiviso:
“Se siamo qui è perché stiamo già imparando a vedere le violette.”

Ecco cos’è per me il Salotto: una soglia fertile, dove impariamo a sentire i primi segni della gioia, anche quando tutto fuori sembra ancora avvolto dal silenzio dell’inverno.

L’immagine come soglia: la casa e l’uomo

la casa di leonora carrington in inghilterra

L’immagine che ho proposto all’incontro uno del Salotto Immaginale non era lì per essere capita, ma per essere sentita. Era un invito silenzioso a lasciarsi attraversare. A lasciar emergere il proprio mondo interiore attraverso i segni visivi, che, come piccole soglie, si aprono solo quando ci si ferma davvero a guardare.

In questo spazio, i simboli non sono concetti, ma esperienze sensibili, memorie profonde, verità sospese tra il visibile e l’invisibile. Eccoli, uno a uno, così come sono apparsi:


La casa
Il simbolo dell’interiorità. Della dimora che siamo. Per molte creatrici, è stata sentita come spazio da abitare pienamente, ma anche come luogo da cui si è lontane. Una creatura viva, che ci chiama a rientrare. A volte accogliente, altre volte chiusa.

Domanda: Qual è oggi la mia casa interiore? La abito o la osservo da fuori?

L’uomo
Figura enigmatica. In piedi, in attesa, in soglia. Per alcune ha rappresentato la parte razionale, il fare, il limite. Per altre, un invito al radicamento o alla protezione. Sempre in relazione alla casa, come se fosse il guardiano di un confine.

Domanda: Cosa tengo fuori dalla mia casa? Cosa custodisco?

Il bambino
Tenerezza, ritorno, vulnerabilità.
Una parte antica che chiede attenzione. Spesso riconosciuto come la parte di sé dimenticata, quella che guarda e sente senza difese.

Domanda: Dove ha bisogno di essere visto, oggi, il mio bambino interiore?

Le foglie
Segni di movimento, cambiamento, vita che si trasforma. Percepiti come elementi naturali, leggeri, danzanti. Hanno portato la memoria del passaggio tra stagioni, del lasciar andare.

Domanda: Cosa sta cadendo da me? E cosa sta germogliando?

Gli occhi (aperti e chiusi)
Due visioni: il mondo esterno e quello interno. La necessità di chiudere gli occhi fuori per aprirli dentro. Un invito a rallentare, a vedere con altri sensi.

Domanda: Cosa sto vedendo davvero? E cosa non riesco ancora a vedere in me?

La mano
Gesto, contatto, offerta, ricezione.
Per alcune è stata percepita come un invito a fare spazio. Per altre, come richiesta di aiuto o gesto creativo pronto a fluire.

Domanda: Cosa voglio toccare, creare, lasciare andare?

I pallini rossi
Forse i più misteriosi. Per alcune creatrici erano semi. Per altre un pene. O ancora, punti da connettere, portali, domande sospese.

Domanda: Quali piccoli segni stanno disegnando la mia direzione, anche se ancora non la vedo?

Nessuna di queste immagini è lì per essere capita. Ognuna parla in modo diverso a ogni anima creativa che la guarda. È proprio questo che rende il linguaggio simbolico così fertile: non ci dà risposte, ma ci accompagna a porre le domande giuste.

Domande che aprono varchi. E ogni varco è una possibilità di tornare a sé, di creare non da ciò che so, ma da ciò che sento.

la casa di leonora carrington in inghilterra

I simboli nascosti nell’immagine: leggere il linguaggio dell’anima

Nel cerchio del Salotto Immaginale, ogni volta offro un’immagine come chiave. Non per interpretarla, ma per entrarci dentro. Per lasciarci guardare.

Per l’incontro uno, ho scelto una tavola illustrata tratta dal libro Mettere i puntini sulle isole, in lingua originale francese.

Una scena semplice e piena di simboli silenziosi: un uomo, una casa, un bambino, foglie, camino, occhi chiusi e aperti, una mano e dei pallini rossi che punteggiano lo spazio.

Ho chiesto alle anime creative presenti di fermarsi in ascolto:

“Cosa vedi?”
“Cosa ti risuona?”
“Dove ti porta questa immagine?”

Le risposte sono state intime, potenti, uniche.
Per Irene, l’immagine ha portato alla luce un senso di solitudine:
“Quell’uomo è da solo. È dentro o fuori la casa? Mi ha fatto venire in mente cosa significa avere una casa, esserci dentro.”

Donata ha notato il bambino e l’ha sentito come un riflesso di sé:
“È come se quel bambino fossi io. C’è qualcosa che mi dice: ‘Torna dentro.’ Dentro casa. Dentro di me.”

Lavinia ha percepito una tensione tra interno ed esterno:
“L’uomo è una figura di passaggio. Non è fermo, ma non è nemmeno in cammino. È una soglia.”

E poi c’è stata la voce di Laura, che ha detto: “Mi ha colpito la posizione degli occhi, chiusi e aperti. Forse è un invito a chiudere gli occhi fuori per aprirli dentro.”

Tutte queste visioni, sentite con il corpo e con l’anima, hanno acceso la potenza immaginale dell’incontro.

Non servono spiegazioni, perché ogni simbolo è vivo e personale, e ciò che risveglia in ognuna è parte del suo viaggio creativo.

Nel Salotto, l’immagine non è da comprendere, ma da attraversare. E in quell’immagine iniziale, ogni creatrice ha trovato un varco, un richiamo, un gesto. Verso sé stessa. Verso la propria casa interiore, verso il confine tra inverno e risveglio, tra chi sono e chi sto diventando.

Dall’ascolto dell’immagine alla propria immagine con intenzione

Dopo aver attraversato l’ascolto profondo dell’immagine, abbiamo lasciato che ciò che si era mosso in noi potesse prendere forma. Forma leggera, essenziale, sentita. È qui che si è aperta la seconda soglia dell’incontro uno del Salotto Immaginale: dall’osservazione esterna al tracciare interno, dal simbolo al segno consapevole, dalla visione all’immagine-intenzione.

Ho proposto una pratica poetica e immaginale: una lettura guidata, tratta dal libro “Mettere i puntini sulle isole”, che ascolterai nel prossimo capitolo attraverso la mia voce. Un passaggio che ci ha accompagnate dolcemente dalle ombre dell’inverno alla luce dell’equinozio.

Attraverso le parole del testo, ciascuna creatrice ha sentito affiorare una frase, un’intenzione luminosa, personale, autentica. Non era un esercizio artistico. Era un gesto di risveglio.

Una piccola azione simbolica per segnare l’inizio di qualcosa di nuovo. Un atto di rinascita, tepore, luce.

Quelle frasi sono state poi tracciate su carta, con parole, disegni, simboli, colori. Segni reali e vibranti, che mi sono stati inviati nei giorni successivi e che condividerò con immensa gioia nel corpo dell’articolo, perché possano ispirare altre anime sensibili.

Ognuna ha trovato la propria forma di dire “sì” alla primavera interiore.

E ognuna, con quel gesto, ha affermato: “Io ci sono. Io mi ascolto. Io creo.”

A volte basta una parola vera, tracciata nel momento giusto, per iniziare davvero a fluire.

Il testo come soglia: una lettura per risvegliarsi alla luce

Nel cuore dell’incontro uno del Salotto Immaginale, c’è stato un momento in cui tutto si è fatto più sottile, più raccolto, più silenziosamente potente.

Ho letto un passaggio tratto dal libro “Mettere i puntini sulle isole”,i Élise Fontenaille, con le immagini poetiche di Violeta Lópiz. Un testo poetico che è insieme carta geografica e diario dell’anima. Un libro che parla per immagini, frammenti, intuizioni. Che non spiega, ma risveglia.

Quella lettura è stata come una chiave: una soglia da attraversare per lasciare indietro le ombre dell’inverno, e camminare verso la luce dell’equinozio, non solo come stagione, ma come movimento interiore.

Le parole lette sono scese in profondità. Hanno incontrato qualcosa di già vivo dentro ognuna delle creatrici presenti: un desiderio di verità, di dolcezza, di radicamento e fioritura.

È stato da lì che sono emerse le frasi-intenzione, tracciate con cura, come piccoli germogli visivi da custodire nel tempo.

Il testo letto durante l’incontro uno del Salotto Immaginale è tratto da “Les poings sur les îles” – edizione francese di Élise Fontenaille (autrice) e Violeta Lópiz (illustratrice) – Edizioni Rouergue.

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Cosa ci siamo portate a casa: simboli, sensazioni e autenticità

Ogni cerchio del Salotto Immaginale si chiude senza chiudersi davvero. Quello che accade dentro non resta lì. Si riversa nel quotidiano, prende forma nei pensieri, si insinua tra i gesti. È così che l’esperienza si radica.

Alla fine dell’incontro uno, abbiamo sentito che qualcosa si era aperto. Non tanto come epifania, ma come presenza nuova, sottile, profonda. Le creatrici mi hanno scritto nei giorni successivi, condividendo immagini, parole, intuizioni.

Segni tracciati su carta, semplici e veri, che ho ricevuto come piccoli altari visivi.

C’è chi ha disegnato una casa, con finestre aperte verso l’interno.

Chi ha tracciato una spirale, con parole-simbolo nei bordi.

Chi ha lasciato che il colore parlasse, e lo spazio bianco diventasse vuoto fertile.

Ognuna ha portato con sé un simbolo personale, emerso durante il rituale: una foglia, un caminetto acceso, un bambino, una porta, un silenzio. Ma ciò che accomunava ogni condivisione era questo sentire:

 

“È stato come se sapessimo già vedere le violette, perché ci stiamo dedicando a rallentare, a notare. In questa parentesi, nel salotto ne ho sentito il profumo. Grazie davvero”

 

E forse è proprio questo il dono più grande del Salotto: non dare risposte, ma ricordare la via del ritorno. Riconnettersi alla propria intuizione, sentirsi di nuovo in relazione con la propria immagine interiore, e da lì, iniziare a creare in modo autentico.

Per alcune è stato un primo passo. Per altre, un ritornare a casa. Per tutte, un movimento vero.

la casa di leonora carrington in inghilterra
©Virna e la sua casa

Il prossimo Salotto Immaginale ti aspetta: un invito a ritrovarti

l libro Les poings sur les îles è stato la soglia immaginale che ha accompagnato le creatrici presenti a varcare il confine tra inverno e primavera. Un testo prezioso, illustrato da Violeta Lópiz, che ha ispirato il nostro gesto, la nostra frase, la nostra immagine-intenzione.

Se hai sentito risuonare dentro di te anche solo una parola, un’immagine, un silenzio, allora il prossimo Salotto Immaginale potrebbe essere il tuo momento per entrare.

Il cerchio si riapre ogni Luna Nuova, in uno spazio gratuito, intimo e protetto, aperto solo a 11 creatrici sensibili e raffinate che desiderano ritrovare la propria sorgente creativa attraverso le immagini simboliche, il corpo percettivo e il gesto intuitivo.

Non è un corso.

Non è una tecnica.

È un atto di cura, un rituale sacro e semplice, per tornare a te stessa, al tuo sentire più autentico, e da lì riconoscerti nella tua creazione, nella tua professione, nella tua verità.

Ogni incontro è diverso. Ogni immagine apre una nuova soglia. Ma la direzione è sempre la stessa: verso casa.

Nicoletta Boraso Il salotto di FAN

Vuoi entrare nel cerchio magico? ed esplorare live il tuo immaginario interiore?

Ho creato una guida gratuita per accompagnarti all’esplorazione simbolica in preparazione all’evento del salotto immaginale. (il rituale mensile FAN ad ogni luna nuova).

Oltre l’Incontro: Il salotto Immaginale. il tuo rituale mensile di luna nuova

L’Incontro Zero è stato solo l’inizio perchè ogni immagine continua a lavorare dentro di noi.
Se hai sentito una risonanza in questi simboli, sappi che il viaggio non finisce qui.
Le immagini parlano a chi sa ascoltare. L’immaginale non si impone, non urla, non razionalizza. Sussurra, evoca, chiama.
Io sono qui, a varcare la soglia insieme a chiunque senta il richiamo.
Ci vediamo alla prossima luna nuova.
NIcoletta in arte FAN

Ci ritroveremo nella Notte di Luna Nuova ogni mese del 2025, per attraversare un nuovo varco. Se senti il richiamo, prenota il tuo posto.

salotto immaginale evento live e online nella luna nuova
Il Potere delle Immagini Simboliche nell’autoritratto di Leonora Carrington

Il Potere delle Immagini Simboliche nell’autoritratto di Leonora Carrington

Salotto Immaginale incontro zero.

Il Potere delle Immagini Simboliche nell’autoritratto di Leonora Carrington.

Un viaggio tra intuizione, simbolo e ribellione interiore nel primo incontro del Salotto Immaginale: esploriamo il mondo interiore, la lettura immaginale e il potenziale creativo della consapevolezza

Ciao Anima Creativa,
C’è una soglia che puoi scegliere di attraversare. Non è fatta di muri o di porte, ma di immagini, visioni, percezioni che sfiorano il confine tra ciò che crediamo di sapere e ciò che ancora non abbiamo osato vedere.

L’Incontro Zero del Salotto Immaginale è stato proprio questo: un varco. Un passaggio tra il visibile e l’invisibile, tra la realtà lineare e il mondo dell’intuizione.

Ho creato questo spazio perché sento il bisogno di un luogo in cui l’immaginario non sia solo un riflesso della realtà, ma una forza attiva, un linguaggio potente con cui dialogare. Un’esperienza condivisa, un rituale di risveglio dell’intuito e dell’immaginazione.

Benvenuta al Salotto Immaginale. Il mondo dell’immaginario simbolico dove ogni immagine è una guida intuitiva che risveglia la tua voce interiore.

indice
Il Potere delle Immagini Simboliche: Un Portale per l’Introspezione
L’Intuito come Sorgente Creativa: Riattivare la Strega Interiore
Pratiche per Esplorare il Mondo Interiore: Simboli come strumento di guarigione emotiva
Il Simbolo nelle immagini: Leonora Carrington e la Lettura Immaginale FAN
Decifrare il linguaggio dei simboli
Quell’ombra cancellata.  Un pentimento sulla tela?
Oltre l’Incontro: Il salotto Immaginale. il tuo rituale mensile di luna nuova

Il Potere delle Immagini Simboliche. Un Portale per l’Introspezione

Nel nostro primo incontro, abbiamo esplorato il potere trasformativo delle immagini, il loro linguaggio silenzioso che parla direttamente a ciò che ancora non sappiamo di sapere.

Non è stata una lezione, ma un’esperienza, un’evocazione. L’incontro si è aperto con un concetto potente: l’immagine come portale dell’immaginale.

Abbiamo esplorato il linguaggio visivo non solo come rappresentazione, ma come mezzo per accedere alle profondità del nostro inconscio.

Il pensiero correlativo cinese ci insegna che il simbolo non è una decorazione, ma una forza attiva che lavora dentro di noi.

Nella mia guida all’esplorazione simbolica capirai cosa intendo quando parlo di immagine simbolica. E’ l’espressione e l’integrazione di piu discipline e filosofie orientali.

L’Intuito come Sorgente Creativa: Riattivare la strega Interiore

Ho scelto di inaugurare il Salotto con la storia e le immagini di Leonora Carrington, un’artista e scrittrice surrealista che ha trasformato la sua vita in un immaginario simbolico. I suoi dipinti sono visioni dense di simboli, creature ibride e paesaggi in metamorfosi.

Ho letto un passaggio da Amabili Streghe di Leonora Carrington, un libro che mi ha permesso di introdurre un concetto che amo profondamente: quello della strega interiore, quella voce autentica e potente che la società ha cercato di silenziare, ma che ora possiamo scegliere di risvegliare.

Clicca il player per ascoltare
la casa di leonora carrington in inghilterra
Qui nel mio salotto di fan a Livorno

Pratiche per Esplorare il Mondo Interiore: Simboli come strumento di guarigione emotiva

Viviamo in un mondo che ha dimenticato il potere delle immagini, riducendole a semplici decorazioni.

Ma le immagini e i loro simboli non sono ornamenti: sono medicine. Ogni simbolo porta un’energia, un’eco archetipica che risuona nelle profondità della nostra psiche.

Osservarli con attenzione, lasciarli lavorare dentro di noi, significa permettere loro di risvegliare parti assopite, sciogliere nodi, rivelare ciò che abbiamo smesso di vedere.

La nostra immaginazione, se ferita, si contrae, diventa sterile, ripetitiva, incapace di generare nuove possibilità. Ma quando le offriamo i simboli giusti, può guarire.

Riattivare l’intuito attraverso le immagini

L’intuito è una bussola interiore. Eppure, è spesso soffocato da anni di condizionamenti, da una logica imposta, dalla paura di sbagliare. Il linguaggio immaginale è il modo più naturale per riaccendere questa bussola.

Ogni volta che ci concediamo di stare in presenza di un simbolo senza volerlo “capire” subito, ma lasciando che ci parli con il suo ritmo, stiamo allenando la nostra capacità di ascolto interiore.

autoritratto leonora carrington - salotto immaginale
Self-Portrait (Inn of the Dawn Horse) – Leonora Carrington – 1937 , 1938.

Osservare l’autoritratto di Leonora Carrington non è stato solo un esercizio estetico, ma un rito di riattivazione immaginale.

La serata è iniziata con un invito: risvegliare la nostra Strega Interiore. Quella parte di noi che sa, senza bisogno di spiegazioni. Quella che il tempo e le convenzioni hanno cercato di silenziare.

Abbiamo parlato di Leonora Carrington, della sua ribellione, della sua capacità di trasformare la sua interiorità in visioni pittoriche, in simboli vivi.

Abbiamo esplorato il suo mondo, ma soprattutto ci siamo lasciate attraversare dalle sue immagini.

Quando un’immagine diventa un portale

Nel 1938 la Carrington realizza il suo autoritratto. Si rappresenta all’interno di una stanza che è la camera dei giochi della sua infanzia .. La finestra costituisce l’unica apertura di un ambiente spoglio. La iena accanto a lei è l’unica presenza viva e complice.

Davanti a noi, Leonora desuta su una sedia.

Una stanza spoglia.

Una finestra aperta su un’altra dimensione.

Due cavalli: uno a dondolo appeso e uno che galoppa all’esterno.

Una iena accanto alla figura femminile, silenziosa e potente.

Ci siamo fermate, abbiamo osservato. Abbiamo lasciato che le immagini parlassero.E all’improvviso, l’immagine ha smesso di essere solo immagine: è diventata specchio di tutte noi.

Vuoi entrare nel cerchio magico? ed esplorare live il tuo immaginario interiore?

Ho creato una guida gratuita per accompagnarti all’esplorazione simbolica in preparazione all’evento del salotto immaginale. (il rituale mensile FAN ad ogni luna nuova).

Il Simbolo nelle immagini: Leonora Carrington e la Lettura Immaginale FAN

Da questo passo è nata una pratica che ha aperto un dialogo intenso nel nostro cerchio, definito da una delle partecipanti come un vero e proprio “cerchio magico”.

Abbiamo esplorato domande potenti:

  • L’ambiente in cui cresciamo ci modella o ci imprigiona?

  • Come possiamo decifrare le immagini che emergono dal nostro mondo interiore?

  • Quali parti di noi sono ancora immerse nell’ombra e aspettano di essere viste?

Porta l’Immaginale con te

Ci sono domande che diventano pratica creativa e di introspezione. Risvegliano ciò che è sopito dentro te. Prova a chiederti:
Il cavallo in corsa è fuga o libertà?
La finestra è un’apertura o un limite?
La iena è un’alleata o un’ombra da decifrare?

 

Osservazione interiore: Chiudi gli occhi e immagina una finestra. Dove si affaccia? Cosa vedi al di là?
Domanda evocativa: Qual è il confine che senti di dover attraversare in questo momento della tua vita?
Esercizio pratico: Disegna o scrivi un simbolo che rappresenta il tuo attuale stato di trasformazione.

Decifrare il linguaggio dei simboli

amabili streghe- leonora carringhton-amazon book
“”Il cavallo a dondolo “Tartar”
Sospeso in aria, il cavallo a dondolo fluttua nella stanza, un’eco di un’infanzia ormai perduta. Tartar, il compagno di giochi di Leonora, rappresenta il confine tra due mondi: la libertà sognata e l’immobilità imposta da suo padre.
Il cavallo bianco al galoppo
Oltre la finestra, nel paesaggio selvatico, un altro cavallo. Questa volta non è più un oggetto statico, ma una creatura viva, in corsa. Il cavallo bianco è il simbolo della fuga, dell’evasione dalle aspettative sociali.
La finestra e il bosco
La finestra non è solo un’apertura, ma una soglia tra due stati dell’essere. Da un lato, l’ordine geometrico della stanza. Dall’altro, la natura selvaggia.
La iena
Creatura notturna, dalla risata ambigua. La iena è il doppio di Leonora, la sua parte ribelle, istintuale, scomoda. Un’ombra fedele che la accompagna nel suo percorso di emancipazione.

 

Interpretazione dal libro
“Nel 1938 la Carrington realizza autoritratto si rappresenta all’interno di una stanza che è la camera dei giochi della sua infanzia, considerata la presenza di tartare il cavallino a dondolo fedele compagno di avventure immaginarie Tar Tar simboleggia quella libertà fittizia che la sua famiglia voleva imporle e da cui la Kenton sarebbe fuggita idealmente ingroppa il cavallo bianco che si vede galoppare all’esterno nel riquadro della piccola finestra. La finestra costituisce l’unica apertura di un ambiente spoglio arredato soltanto con una sgabello su cui Eleonora si siede con atteggiamento indolente annoiato da un’esistenza che proprio non le piace ma se la iena presenta nel dipinto rappresenta l’unica amica vera che l’artista fin lì ha avuto ci saranno in futuro altre persone sinceri disposte ad aiutarla? pag. 78

Quell’ombra cancellata.

 

Un pentimento sulla tela? Ascolta la mia riflessione nell’audio qui sotto

l'ombra cancellata nel dipinto di leonora carrington. l'autoritratto
Quella misteriosa macchia dietro la iena. Cancellatura o pittura?
Durante l’incontro zero del salotto immaginale mentre esploravamo il simbolico nell’immagine dell’autoritratto di leonora Carrington una di noi ha detto:
“c’è un simbolo più potente di tutti. Quell’ombra dietro la iena. Una cancellartura? chissa cosa c’era. Lei ci sta dicendo di guardare”.
Cancellare è un atto ambivalente. Lo facciamo per correggere, per ricominciare, ma anche per sottrarci. Una linea tracciata e poi rimossa, un pensiero che resta sospeso, un desiderio non espresso.
Esiste una forma sottile di cancellatura che non riguarda solo l’arte o la scrittura, ma la nostra stessa voce interiore. Quella voce che, a volte, temiamo di rivelare.


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Oltre l’Incontro: Il salotto Immaginale. il tuo rituale mensile di luna nuova

L’Incontro Zero è stato solo l’inizio perchè ogni immagine continua a lavorare dentro di noi.
Se hai sentito una risonanza in questi simboli, sappi che il viaggio non finisce qui.
Le immagini parlano a chi sa ascoltare. L’immaginale non si impone, non urla, non razionalizza. Sussurra, evoca, chiama.
Io sono qui, a varcare la soglia insieme a chiunque senta il richiamo.
Ci vediamo alla prossima luna nuova.
NIcoletta in arte FAN

Ci ritroveremo nella Notte di Luna Nuova ogni mese del 2025, per attraversare un nuovo varco. Se senti il richiamo, prenota il tuo posto.

salotto immaginale evento live e online nella luna nuova
Quando non puoi lavorare con una guida, un mentor, un maestro: riflessioni sulla fiducia e la relazione autentica

Quando non puoi lavorare con una guida, un mentor, un maestro: riflessioni sulla fiducia e la relazione autentica

Quando non puoi lavorare con una guida, un mentor, un maestro? Riflessioni personali sulla fiducia e la relazione autentica

Ciao Anima Creativa,
Oggi voglio raccontarti un mio punto di vista su un tema che mi sta a cuore. So benissimo di essere io stessa dentro questo mondo. “Mentore” è una parola che utilizzo anche io perchè la riconosci nel tuo vocabolario, ma lascia che ti dica ciò che ho capito durante la mia formazione e la mia esperienza nel settore.

Ci sono dei momenti in cui hai bisogno di affidarti alla tua intuizione profonda. Sono quei momenti in cui ti stai chiedendo se il percorso di trasformazione profonda che hai intrapreso è quello giusto o no. Se la persona che ti sta accompganando merita la tua fiducia. Lo senti perchè dentro di te risuonano dei campanelli d’allarme:

 

  • C’è scetticismo, non sei convinta o stai scegliendo come se fosse l’ultima opportunità.
    Magari senti una vocina che dice:
    “Vabbè, concediamoci questo tentativo, vediamo se lei è la persona giusta”.
    È probabile che tu non stia davvero aprendo lo spazio necessario per far fluire la fiducia.

     

  • Senti dentro te di sapere già tutto e di poter guarire da sola.
    Ti ritrovi a pensare:
    “Le cose che dice le conosco già, posso farcela da sola, sono in grado di autoguarirmi, conosco gli strumenti”.

    Il tuo cuore non è completamente allineato con il processo di crescita. Stai trattenendo una parte di te che non permette alla vera trasformazione di avvenire. Il tuo intuito ti sta dicendo qualcosa di sottile: non riguarda tanto quella persona, quanto il tuo rapporto con la fiducia.

indice
La fiducia è il fondamento di ogni relazione di crescita
Una buona guida non ti dice cosa è giusto o sbagliato per te
Un buon mentor accoglie senza giudizio e ascolta prima di rispondere
Quando una guida mette sé stessa al primo posto, la fiducia si spezza
L’esperienza di una cliente: quando i segnali vengono ignorati
Perché accadono questi episodi?
Un buon mentor non ti offre solo una sessione, ma uno spazio sicuro

La fiducia è il fondamento di ogni relazione di crescita

Quando inizi una relazione magica e profonda con una guida, un mentor o un maestro, qualunque sia la sua definizione, la domanda principale che dovresti porti è: Posso fidarmi di lei?

Mi sento di poterle raccontare tutto, senza filtri, di condividere il mio mondo interiore senza timori? Se la risposta è un sì autentico, allora quella è la strada giusta.
In quel caso, crei una relazione di co-creazione. Non sarà una relazione di dipendenza, in cui il mentor ti fa da madre e tu diventi la figlia. Ma una relazione adulta, fondata su reciproco rispetto e fiducia.

Una buona guida non ti dice cosa è giusto o sbagliato per te a priori

Un vero mentor non è qualcuno che ti dice cosa è giusto o sbagliato per te a prescindere dalla vostra conoscenza. Non è lì per dirti cosa devi fare o per offrirti soluzioni preconfezionate. Al contrario, è colei che ti accompagna a fluire nella tua essenza, attraverso i tuoi stati d’animo. Quando qualcosa non va, è lì per aiutarti a esplorare insieme cosa si cela dietro quel blocco, senza giudizio e senza anteporre il proprio ego alla relazione di guida.

fare spazio al nuovo
Qui nel mio salotto di fan a Livorno

Un buon mentor accoglie senza giudizio e ascolta prima di rispondere

Un buon mentor ti accoglie con apertura e ti dice: “Ok, parliamone. Cerchiamo di capire insieme cosa è successo”. Prima di fare supposizioni, riflette sulle proprie emozioni, si chiede se ha reagito per un transfert personale. Si ricentra e solo dopo, torna ad ascoltarti, pienamente presente.

Tutti noi professionisti dovremmo affidarci alle sessioni di supervisione. Anche io, nel mio lavoro, ne faccio per distinguere ciò che appartiene a me e che è giusto elaborare in sede separata; da ciò che è giusto portare nella relazione in (dentro il setting) sessione.

Quando una guida mette sé stessa al primo posto, la fiducia si spezza

Può capitare in una relazione che tu ti senta “sbagliata”, come se avessi fatto un errore. Ma in quel caso ricordati che sta suonando un grande campanello d’allarme. Tu non sei mai sbagliata. Forse qualcosa si è disallineato nella vostra relazione, e come sempre, le cose stanno nel mezzo.

Quando percepisci di sentirti sbagliata, o la guida ti rimanda al fatto che hai delle “resistenze”, stai sicura che quella persona sta interpretando. Non si rende conto che sta proiettando i suoi sentimenti sulla relazione. Lo capisci perchè le tue percesioni non sono mai sbagliate e perchè d’un tratto ti arriva un giudizio di cui potevi farne a meno.

Alla lunga, la relazione di fiducia viene meno, perché ti senti “manipolata”.

 

Io stessa ho vissuto un’esperienza simile, in a causa di un mancato un appuntamento mi sono ritrovata a sentirmi dire “hai saltato l’appuntamento; questo significa che non vuoi lavorare sul problema”hai delle resistenze … 
si, forse. Ma anche no. Dopo diverse sessioni fatte insieme, in cui per poco mi hai conosciuta ed hai conosciuto il mio atteggiamento; mi sarei aspettata di sentirmi accolta, compresa, non giudicata prima ancora di poter spiegare cosa fosse successo.
Mi sono sentita manipolata quando mi è stato detto che forse la mia resistenza era un segnale che quella sessione non era adatta per me. In quel momento, ho capito che la fiducia era venuta meno (da parte mia). E’ suonato un gran campanello d’allarme.
Negli anni di lavoro come gestalt counselor, ho ascoltato molte storie simili e riesco a riconoscere i segnali di una guida in transfert. Ti voglio riportare un’altra storia.

L’esperienza di una cliente: quando i segnali vengono ignorati

Vorrei ora raccontarti l’esperienza di una mia cliente, che si è rivolta a me dopo aver vissuto un percorso difficile con un’operatrice olistica. Aveva partecipato ad una sessione di costellazioni familiari, ma è arrivata da me con una sensazione di paura e angoscia. Visibilmente, il suo stato emotivo era alterato e aveva paura che qualcosa potesse accadere a lei e alla sua famiglia. Era rimasto qualcosa di “aperto”, che non riusciva a risolvere da sola.

Il fatto è che quando non ascolti i segnali sottili, possono nascere dubbi e ansie dentro di te

Tutte le donne che arrivano da me hanno una sensibilità molto elevata, sono curiose e pronte a mettersi in gioco. Si affidano spesso a chi lavora con loro, provando workshop e percorsi che le incuriosiscono per elevare la propria coscienza ed evolvere come esseri umani. Tuttavia, a volte manca loro la capacità di ascoltare fino in fondo i segnali che percepiscono dentro se stesse.

I segnali ignorati possono lasciare cicli aperti che causano ansia

Questa cliente, ad esempio, aveva percepito dei campanelli d’allarme durante il suo percorso, come battutine e sguardi poco accoglienti dalla guida. Frasi ripetute come: “Non sei pronta a lavorare ora”, “Io vedo tutto”, “Sento ostilità perché hai delle resistenze”.
Quando è emerso un conflitto durante il lavoro, l’operatrice non è stata in grado di gestirlo e le ha detto che aveva delle “resistenze”, senza aiutarla a comprenderle.
Finita la sessione, se n’è andata a casa con dubbi e domande su se stessa: “Ho sbagliato qualcosa?
Questo io lo chiamo lasciare una situazione aperta, in sospeso. Una situazione che continua a generare infinite domande e ansia, anziché portare pace e serenità.

Quando ritorni a casa con domande senza risposte, la mente non trova pace

Rimanere con il dubbio di aver sbagliato, di non aver fatto abbastanza di fronte a un’autorità che si presenta come guida, può creare dei conflitti interni che generano ulteriori blocchi emotivi e paure. Potresti anche pensare che, vista la brutta esperienza, tutte le guide e i mentor ti fanno paura e non ci proverai più- Sbagliato perchè ti perdi la possibilità di incontrare veramente chi fa per te.
Abbiamo lavorato sulle sue emozioni e insieme abbiamo compreso ed elaborato ciò che si era aperto in quel ciclo, trovando un nuovo significato al conflitto e aiutandola a riacquistare pace interiore.

PARLERO’ DI QUESTO :
Nel mio evento gratuto e online dal 16 al 20 ottobre 24. Il secondo giorno capirai come contattare la tua intuizione

Puoi iscriverti cliccando il bottone ed entrerai in un gruppo provato dove potrai vedere le live in diretta dal salotto di fan di Livorno

garden of creation. riconosci la tua identità creativa e fluisci nella gioia del processo creativo

Perché accadono questi episodi?

Secondo la mia esperienza e il mio pensiero, questi episodi si verificano per una serie di ragioni precise. Spesso nascono da dinamiche che ho osservato molte volte nelle relazioni di mentoring e di guida:

 

 

  1. Non riconoscono il transfer

    Molte guide non lavorano su loro stesse in supervisione, e questo le porta a non riconoscere il transfer, una dinamica inconscia che influenza ogni relazione. Senza questo livello di consapevolezza, finiscono per confondere i propri sentimenti con quelli del cliente. Di conseguenza, creano situazioni di giudizio e disconnessione, invece di aprire uno spazio di accoglienza e crescita reciproca

  2. Vanno oltre il proprio ruolo

    Secondo il mio modo di vedere, una guida dovrebbe accompagnarti senza mai sostituirsi alla tua voce interiore. Purtroppo, alcune guide tendono a oltrepassare il loro ruolo, sentendosi in dovere di darti consigli o di comportarsi come “psicologhe, psicoterapuete, maestre”. Credono di dover risolvere loro la tua vita, quando in realtà il vero mentoring consiste nell’aiutarti a trovare le risposte dentro di te, non nel dirti cosa fare. Inoltre, ho sentito più volte frasi come: “Solo io posso aiutarti, non ti servono altre guide”. Questo è un errore dell’ego del professionista, che non consente alla persona di realizzarsi come adulto, ma la mantiene dipendente dalla sua figura, assorbendo i suoi insegnamenti come unici e veri.

  3. Credono di avere la verità in tasca

    Un altro motivo che ho notato è la convinzione che solo la loro verità sia quella giusta. Quando senti che l’unica strada è quella che ti viene imposta, rifletti. Una guida autentica non impone mai una sola verità, ma ti accompagna con amore a scoprire la tua verità personale, che è unica e preziosa, lasciando sempre spazio alla tua voce interiore. Ti esorta a provare e sperimentare più strumenti e percorsi.

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Un buon mentor non ti offre solo una sessione, ma uno spazio sicuro

Da qui nasce la mia riflessione: un buon mentor, una buona guida, non è solo colei che ti offre una sessione di meditazione straordinaria, ma anche colei che crea un ambiente sicuro, dove puoi confrontarti apertamente.

Una buona guida non si limita a condurre una sessione “perfetta”, ma ti accoglie e ti sostiene in ogni fase del percorso, soprattutto quando emergono emozioni contrastanti. È lì per aiutarti a esplorare la tua vita in tutte le sue sfumature, permettendoti anche di sbagliare. E quando lo fai, è lì per aiutarti a osservare ciò che è accaduto, senza farti sentire in colpa o sbagliata.


Ecco perché nei miei “program” non ci sono sessioni singole, ma spazi sacri per la creazione continua
Nei miei program non offro sessioni singole (se non in casi specifici), ma veri e propri spazi, come giardini in cui possiamo viaggiare insieme. Luoghi dove ci possiamo confrontare ogni volta che emergono emozioni complesse, in cui io possa ascoltarti prima di esprimere qualsiasi giudizio o consiglio. Il mio approccio non consiste nel dirti cosa fare, ma nel capire insieme a te come mai stai vivendo un certo momento, cosa sta emergendo dentro di te e cosa possiamo fare ora. Solo da lì possiamo esplorare insieme cosa possiamo fare per proseguire nel tuo cammino di crescita.

La fiducia è la chiave di ogni relazione di guarigione
Le esperienze che ho vissuto e quelle delle mie clienti mi insegnano quanto sia essenziale la fiducia in un percorso di crescita e trasformazione. Una relazione con una guida non è solo tecnica, ma è basata sul reciproco riconoscimento, rispetto e ascolto. La fiducia è il fondamento di tutto, e senza di essa, nessuna guida può davvero portarti dove desideri arrivare.

Il tuo percorso merita una guida che ti accolga e chiuda con te i cicli aperti
Ogni percorso è unico, e merita una guida che sappia accoglierti e accompagnarti. È importante riconoscere i segnali e ascoltare la tua intuizione: se qualcosa non risuona, fermati e riflettici, e parla con lei. La tua evoluzione è sacra, e merita di essere sostenuta con amore e consapevolezza da chi è in grado di chiudere i cicli aperti, dando significato, gioia e pace al tuo viaggio interiore.

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Il Potere della Creatività nel Fare Spazio al Nuovo

Il Potere della Creatività nel Fare Spazio al Nuovo

Il potere della creatività nel fare spazio al nuovo: Ascoltando il mio corpo

Ciao Anima meravigliosa.

La mia storia personale di oggi nasce da una serie di riflessioni maturate in questi giorni. Qui, nel mio spazio dedicato a Fantasia, desidero condividere il mio mondo immaginale, un luogo di connessione e riflessione dove la trasformazione interiore si intreccia con il potere della consapevolezza e della creatività. In particolare, voglio approfondire la riflessione sul tema del fare spazio al nuovo.

Questo è un viaggio di autenticità, un invito a esplorare insieme le profondità della tua anima e ad abbracciare il cambiamento con amore e consapevolezza.

indice
Accogliere il Nuovo con Fiducia e Consapevolezza
L’Impulso della Liberazione Creativa
L’Importanza delle Immagini e dei Suoi Simboli
Fare Spazio Come Pratica Creativa
Counseling Gestalt e disegno emozionale
Fare Spazio al Nuovo con Gentilezza
Pratica una Connessione Creativa con il Tuo Corpo

Accogliere il nuovo con fiducia e consapevolezza

Intraprendere il percorso dell’evoluzione personale è un atto di amore verso noi stesse.
Spesso ci troviamo in momenti della vita in cui il bisogno di cambiare diventa pressante. Forse ti senti sola, confusa o hai perso vitalità nel corpo e nello spirito. Se ti rispecchi in queste parole, sappi che non sei sola.

La mia storia di trasformazione inizia in un periodo simile della mia vita.
Attraverso la creatività, ho imparato a dipingere il mio percorso di rinascita. Nel counseling gestalt e nel disegno intuitivo emozionale, ho trovato uno strumento potente per esplorare le profondità della mia anima e risvegliare il potere personale che risiedeva in me.

L’impulso della liberazione creativa

Recentemente, al salotto di FAN a livorno ho incontrato Sara,
un’anima sensibile e creativa, e quell’incontro mi ha aperta a nuove possibilità creative. Mentre chiacchieravo con lei nel mio salotto di fan a Livorno, è arrivato un impulso e il mio corpo mi ha chiesto di alzarmi e liberare la parete dietro di me.

Con un gesto spontaneo, ho tolto tutti i disegni che adornavano quella parete.

Ti chiederai: perché un impulso così forte?

La risposta l’ho trovata dentro di me. Sentivo che quei disegni non erano più allineati alle energie che stavo sprigionando in quel momento con Sara. Eranovisionarie, creative, slegate dal dolore e connesse a vibrazioni di prosperità!

Prosperità, che per me, in questo momento significa vivere emozioni che mi fanno stare bene, come gioia, leggerezza, divertimento, gioco, fiducia in me e negli altri. Vivere situazioni “lussuose”, nel senso che mi posso permettere il lusso di essere me stessa nella mia versione più libera e autentica.

fare spazio al nuovo
Questa è l’immagine del Salotto di fan nel momento in cui ho liberato tutto

L’importanza delle immagini e dei suoi simboli

Nel feng shui, ogni immagine o simbolo ha un valore energetico, un concetto che ho imparato ad apprezzare. È cruciale osservare dove verranno posizionati, poiché possono portare armonia o squilibrio, benessere o malessere.


L’impulso che è arrivato nel mio corpo non è stato altro che l’effetto della mia sensibilità. A primo sguardo potrebbe sembrare un momento di non autocontrollo, ma in realtà è un segnale da non sottovalutare perchè mi ha permesso  percepire che qualcosa sta “stonando” nella mia vita.

 

Attraverso queste sensazioni, posso prontamente capire che tipo di scelte e decisioni posso prendere per il mio benessere.


Avere un corpo “sensibile” è la chiave
per andare nella direzione della vita che sentiamo più nostra.

Ciò che serve è imparare a lavorare sulla percezione corporea per riconnetterci con le parti sottili e  saper stare con noi stesse.

PER QUESTO:
Ho creato un PROGRAMMA UNICO in cui integro la mia esperienza e le diverse formazioni per aiutarti a riconetterti al tuo potere interiore, al tuo sentire e alle tue vibrazioni per liberare te stessa.

Puoi candidarti per una chiamata conoscitiva e insieme potremmo scoprire se questo percorso fa per te! Ti basterà rispondere al alcune domande qui sotto.

fare spazio al nuovo
Qui sopra; l’immagine del Salotto di fan con i disegnini appesi
fare spazio al nuovo
Un disegnino ©FAN

Anche se quella parete ha una storia forte, legata a un momento trasformativo della mia vita, ho imparato a slegarmi dall’attaccamento.

I disegni su quella parete sono amati e creati con intenzione, ma ho deciso di aprirmi a nuove possibilità più in linea con il mio sentire attuale.

Toglierli da li non significa che eliminerò quella parte di me o la dimenticherò. Ma semplicemente mi apro a nuove possibilità più in linea con il mio sentire di questo momento.

Fare spazio come pratica creativa

Fare spazio è diventato un bisogno, un rituale magico, un atto necessario per il mio benessere psico emotivo. È l’unico modo per prepararmi a ricevere l’abbondanza, a stare con ciò che mi gratifica e mi fa stare bene. Ogni istante siamo in evoluzione, e fare spazio diventa un atto di preparazione costante.

Ormai sento quando è il momento di liberarmi di qualcosa. Ogni cosa che arriva dall’esterno deve trovare spazio nella mia mente, nei miei pensieri e nelle mie emozioni. Non vivo più bene le situazioni o le relazioni se non c’è spazio per accoglierle.

Counseling Gestalt e disegno emozionale

Ho cominciato a fare spazio unendo la pratica fisica come hai potuto osservare qui sopra alla pratica di introspezione interiore attraverso il counseling gestalt. E’ stato un faro di luce nel mio cammino, offrendo chiarezza e comprensione nel percorso della mia interiorità.
L’integrazione della creatività con disegno emozionale, ha aggiunto quel elemento necesario per connettermi con ancora più profondità.

Attraverso il disegno intuitivo emozionale FAN e altre pratiche creative, ho potuto dare forma ai miei pensieri e alle mie emozioni in modi che le parole da sole non potevano fare. La creatività è diventata uno strumento di comunicazione con il mio sé più autentico, aiutandomi a superare blocchi emotivi e a scoprire risorse interne.

Fare spazio al nuovo con gentilezza

Il processo di fare spazio al nuovo richiede gentilezza e pazienza. Se imparerai ad abbracciare la tua unicità e la libertà la creatività che risiede in te, potrai connetterti al tuo corpo creativo, ed essere in un costante stato di rinascita.
Accogliendo ogni cambiamento come un’opportunità per crescere e apprendere.

Pratica una connessione creativa con il tuo corpo

Condivido con te alcuni consigli pratici per integrare la creatività nella tua vita quotidiana.

Dedica del tempo a te stessa, concediti momenti di esplorazione creativa. Potrebbe essere un esercizio di disegno spontaneo, una meditazione all’aria aperta o qualsiasi pratica che risuoni con il tuo cuore.

Ricorda .. Noi siamo in evoluzione in ogni istante e ci è richiesto di andare avanti, di camminare, di muoverci di trasformarci, di gioire! E possiamo farlo solo se siamo libere nei movimenti.

Concludo con l’invito a connetterti al tuo corpo, ascoltarlo e lasciare che ti guidi. Sii aperta.

Sappi che in questo viaggio di trasformazione, non sei sola. Invito te e tutte le meravigliose donne che stanno affrontando emozioni incontrollate e incomprese come quella di un impulso; che può sembrare distruttivo, a condividere le vostre esperienze. Possiamo creare insieme uno spazio di sostegno ed evoluzione, dove la condivisione e la creatività si intrecciano in un abbraccio amorevole.

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Nicoletta in arte ©FAN

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Come rigenerare corpo e mente con un weekend A Rapolano terme siena.

Come rigenerare corpo e mente con un weekend A Rapolano terme siena.

Come rigenerare corpo e mente con un weekend A Rapolano terme siena.

Ciao Anima meravigliosa.
Benvenuta nel mio blog, a FANTASIA. Nel mondo immaginale in cui ti racconto storie e pratiche per la guarigione emotiva, spirituale.

Nel mio metodo ©FAN di Gestalt Couseling integrato, ho unito più discipline a supporto del benessere emotivo e della guarigione emozionale. Ecco perchè oggi sono qui a parlarti del mio weekend passato a Rapolano terme siena. O meglio delle acque termali solfuree come buona pratica o rituale di benessere per la salute di corpo e mente.

Se hai letto del mio metodo, sai che un pilastro fondante per la guarigione delle emozioni è il benessere del corpo. Tutto passa attraverso il corpo, ed è proprio con il corpo che si fa esperienza di noi stesse. Sensazioni, emozioni, movimenti degli organi, vibrazioni energetiche .. tutto sta in questo contenitore che si chiama corpo. Se noi ce ne prendiamo cura allora, potremmo godere di buona salute, fisica e mentale.

L’acqua termale come terapia per l’anima

 Sono sicura che avrai provato la sensazione di avere un dolore fisico, muscolare che non se ne va! Quante notti insonni per cercare di calmarlo o per capire come mai si è presentato. E forse la prima cosa che hai fatto è stata quella di prendere una medicina, un antidolorifico, un anti-infiammatorio. Certo è normale, perchè ti è sempre stato insegnato così.

Ma come ci insegna W. Reich medico e psichiatra austriaco degli anni 40-50, ogni sintomo, ogni dolore del corpo, non è altro che la manifestazione di un’ emozione contratta, repressa. Che ha fatto del corpo la sua corazza per difendersi da quelle emozioni dolorose che si presentano nel corso della vita. Il segreto è che hanno bisogno di essere liberate per riportare il corpo ad uno stato di benssere.

Siccome ho accumolato qualche tensione nel corpo mi sono regalata un weekend a rapolano terme siena  per rilasciare le tensioni muscolari e finalmente godere del benessere delle acque termali su corpo e mente.

Nei miei programmi di guarigione emotiva lavoro molto con l’ascolto del sintomi all’interno del nostro corpo. Ma mettersi in discussione non è sempre facile e a volte cerchiamo qualcosa di curativo ma più leggero, più rilassante.
Ecco che le acque termali ci vengono in aiuto. Io stessa a volte non ho voglia di parlare o indagare, ed è per questo che amo connettermi con la natura, perchè lei sempre sa cosa è giusto per me, per la mia guarigione fisica e mentale. E’ in natura che riesco a cogliere degli insegnamenti profondi. In particolare mi piace connettermi con l’elemento acqua.
L’acqua è il mio elemento e mi permette di connettermi a me stessa. E’ terapeutico. Scioglie le tensioni del mio corpo e se termale, agisce ancora più in profondità.
indice
quali sono i benefici di Rapolano terme siena?
a cosa servono le acque solfuree?
il mio weekend alle terme di rapolano san giovanni
pratica di meditazione in acqua solfurea per la pulizia energetica
terme di rapolano acque solfuree
Travertine ridge – ©Nicoletta Boraso

Quali sono i benefici di Rapolano terme siena

La Toscana per me è una terra affascinante. Probabilmente sono venuta a vivere qui perchè ho sentito il richiamo delle sorgenti termali naturali. Acque che rigenerano il corpo e lo spirito.
Gli Etruschi, popolo che io amo per la loro attenzione al benessere furono i primi ad apprezzare le capacità curative delle acque sotterranee che scorrono in questa terra di antichi vulcani, come il Monte Amiata.
Proprio da li nascono le sorgenti delle terme di Saturnia, Bagno Vignoni, Bagni San Filippo e Rapolano terme Siena. Qui in questa terra senese, le acque sgorgano naturalmente dalla sorgente alla temperatura di 39° C.

 

I benefici a rapolano terme siena, sia fisici che mentali, sono forniti dalla particolare composizione chimica di questo prezioso elemento ricco di minerali, in grado di ricaricare anche la persona più affaticata dalle piccole, grandi fonti di stress che caratterizzano la quotidianità. Sono gli elementi che la compongono e la temperatura con cui sorge che consente all’acqua termale di compiere sul tuo organismo un processo detossinante e di pulizia delle scorie. Quest’acqua è in grado di donarti piacere e benessere. Ti liberi da ogni tipo di stress, affaticamento mentale e spossatezza.
Dopo un solo bagno i benefici sono multipli
        • rilassamento del sistema muscolare; un sollievo fisico intenso dal dolore, tanto da avere un forte impatto anche sulla sfera mentale
        • un azione di contrasto agli stati infiammatori, della pelle e delle vie respiratorie
        • un rafforzamento del sistema immunitario, delle proprietà antisettiche e del riequilibrio della circolazione sanguigna
        • una vera opera di distensione mentale
piscine esterne con acque solfuree a sangiovanni rapolano terme
Le piscine esterne di acqua solfurea a Terme di Rapolano san Giovanni – ©Nicoletta Boraso

A cosa servono le acque solfuree

Alle terme di rapolano san giovanni le acque sono composte da elementi naturali come lo zolfo, elemento che riconosci subito da quell’odore forte e il solfato di magnesio. Questi elementi come viene scritto nell’opuscolo; uniti alla temperatura elevata dell’acqua, conferiscono a queste , proprietà curative indicate per trattamenti della pelle e respiratori. (dermatosi, dermatiti, orticaria, psoriasi, eczema, bronchite, riniti allergiche, rinosinusiti)
Oltre all’effetto curativo, potrai notare subito la pelle levigata, vellutata. Insomma ne migliora l’aspetto. Utile soprattutto per noi donne che siamo sempre in perenne conflitto con lo specchio. Qualche giorno alle terme ci dona una naturale giovinezza. ci sorridono gli occhi e la pelle si distende.
Anche l’odore ha in se una parte curativa, infatti inalare i vapori delle acque ha un effetto disinfettante sulle vie aeree con un netto miglioramento della respirazione.

Il mio weekend alle Terme di San Giovanni

Sono arrivata all’hotel e sono stata piacevolmente sorpresa dalla cura nelle decorazioni dell’hotel. Arredi non pretenziosi ma curati nel dettaglio. Colori, forme, piante.. tutto proposto con estrema eleganza e cura. In un salottino del bar avevano allestito i vasi di fiori come nei bagni termali dell’epoca. L’ho apprezzato molto. Molto chic. Mi sono sentita in armonia ed era ciò che cercavo per trovare pace nel cuore, dopo un estate passata a lavorare. Abbiamo prima fatto un giro nei dintorni e abbiamo trovato la fonte. Acqua sorgiva che traboccava a 39 gradi. Poi ci siamo diretti alle piscine, aperte fino alle 24.00

Che delizia immergersi nell’acqua calda quando fuori frescheggia. I vapori caldi mista l’aria leggera delle sere di settembre mi hanno portata nell’eden 🙂! Siamo rimasti a mollo quasi fino a mezzanotte, nelle piscine che si dividono fra le chiuse e all’aperto. E’ tutto molto grande, tanto che siamo riusciti per sino a rimanere soli in qualche vasca a guardare le stelle. Molto romantico.

Sono rimasta colpita dall’acqua termale. E’ un acqua termale vera. Si perchè a volte, ti spacciano le spa per la terma, ma credetemi che non ha nulla a che vedere. In quest’acqua dall’aspetto torbido ne riconosci l’odore dello zolfo e la consistenza. Si, perchè nelle vasche c’era dappertutto il magnifico minerale calcarizzato. Nei bordi, nel pavimento delle piscine, dove possibile l’acqua formava delle montagnole di calcare, ed è li che ne vedi l’essenza. Li noti che l’acqua ha veramente le proprietà. L’acqua diventa materia. Una materia che cura.

Ho beneficiato delle proprietà fin da subito, già dopo 10 minuti dentro la vasca mi sentivo riposata. Le mie tensioni al collo e alla schiena, ammorbidite. Ho provato a galleggiare tipo morto nell’acqua e nel silenzio della notte è stato meraviglioso. Una pace e una quiete che ha risuonato nella mia mente. Questo è quello che fa una vera acqua termale. I benefici li senti sin da subito, i dolori se ne vanno e la pelle si rigenera. Che dire un weekend all’insegna del romanticismo e dell’armonia.

lo zolfo si cristallizza nei bordi delle vasche

Mi sono proprio coccolata

PS.
Abbiamo provato i trattamenti benessere, dai fanghi ai massaggi orientali. San Giovanni ne ha un catalogo ben assortito che ti consiglio di consultare. Io ad esempio non avevo mai provato i fanghi. Per me è stata la prima volta e devo dire che sono un toccasana per i dolori articolari, hanno funzionato soprattutto nel collo, dove avevo un bel pò di tensioni accumulate dal mio stare spesso davanti al computer.

ritratto nicoletta boraso a rapolano terme san giovanni
Me ritratta a San Giovanni terme

Pratica di meditazione nell’acqua solfurea per la pulizia energetica

immagine per meditazione di pulizia energetica con acque solfuree
Le acque solfuree ricche di zolfo a rapolano terme ©Nicoletta Boraso

Alle terme ci vai per rilassarti. Sai che non hai nulla da fare, se non farti coccolare dall’acqua e dall’ambiente. L’effetto rilassante è immediato.

Ho pensato di proporti una breve meditazione per favorire la pulizia energetica del corpo. Utilizzando le proprietà dell’acqua solfurea. Una meditazione ideata da me in questi giorni.

 Pratica al chiaro di luna.
1- Immergiti nella vasca, sola o con poche persone. Cerca il tuo spazio, quel luogo dive ti senti sicura, immersa nell’acqua calda. Quando se pronta fai qualche respiro. Inspira ed espira finchè il respiro diventa rilassato.
2- Poniti difronte alla luna e mentre inspiri visualizza il fascio di luce che entra dalle narici, visualizza questo fascio che entra dentro al tuo corpo, che scorre nei tuoi canali energetici, mentre inspiri ed espiri dai movimento a questo fascio di luce, un movimento rotatorio a spirale, antiorario. Fai scendere questo fascio a spirale lungo tutto il centro del tuo corpo, immaginando come se questo fascio ti ripulisse da tutte le tossine accumulate durante le tue giornate stressanti.
3- Continua finchè senti che il tuo corpo vibra di luce lunare, una luce azzurrina o giallognola, dipende da che luna c’è. Utilizza questa energia per ripulire tutto ciò che sta dentro di te, pensieri limitanti, situazioni che ti creano ansia, .. continua a respirare e quando senti che il tuo corpo interno è totalmente del colore della luna allora lascialo andare attraverso le piante dei piedi.
4- Lascia uscire l’energia di colore scuro, quella sporca appena lavata. Lasciala andare sotto i tuoi piedi, nel pavimento minerale di zolfo. lascia che questa energia diventi polvere di zolfo e si dispera nelle falde acquifere del terreno. Mentre lasci andare e continui a respirare immagina che questo minerale si ricomponga con la terra, il suo elemento naturale e diventi nuova acqua, nuova energia traboccante che uscirà sotto forma di zampilli d’acqua ripulita.
5- Fai sgorgare nuovamente quell’acqua fuori di te, nel suo ambiente naturale. quell’energia sporca l’hai trasformata di nuovo in un elemento naturale puro. in zolfo. Minerale che cura, disinfiamma e rilassa.
6- Chiudi questa pratica con un intenzione e chiedi alla luna e a questo minerale sottoforma di acqua di donarti le proprietà curative per il tuo benessere fisico e mentale. Ringrazia e lentamente apri gli occhi.

Cara anima, spero che questo articolo ti sia piaciuto. Se si, lasciamo un commento qui sotto. Nicoletta in arte ©FAN

 

Diventa Autentica e conosci te stessa

Dai uno sguardo ai miei percorsi di guarigione emotiva.
Se l’acqua non dovesse bastare a donarti sollievo sul sintomo allora puoi capire cosa si nasconde dietro a quel dolore, attraverso un percorso mirato e profondo di consapevolezza. Perchè un dolore psicosomatico è sempre un emozione intrappolata che necessita di essere svelata.
Puoi scoprirlo con me Online oppure a Livorno presso il mio salotto.

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