come superare il dolore dell’anima

come superare il dolore dell’anima

Tutte le illustrazioni e le foto sono arte di ©FAN, Nicoletta Boraso –
Tutte le immagini sono coperte da Copyright

Come superare il dolore dell’Anima

3 Lug, 2022

Ma di cosa parliamo quando usiamo la parola dolore dell’Anima? Per parlare di dolore, possiamo osservare ed ascoltare il significato delle due componenti della parola. Dolore ed anima.

indice
-Come superare il dolore dell’anima
-Il dolore emotivo cos’è
-Senti che manca qualcosa ..
-Quindi perchè la tua anima soffre?
-E quindi?
-Non è facile cambiare
-Cosa possiamo fare per noi stesse?
-Affidati e guarisci te stessa

Il dolore emotivo cos’è

Quando parliamo di dolore dell’anima è qualcosa che ha a che fare con le emozioni.
Con qualcosa di non tangibile, di non evidente. Parliamo non solo di dolore fisico, ma anche del dolore che certe emozioni, sensazioni ci trasmettono nel corpo. E’ un dolore che arriva da dentro, come quel senso di vuoto, quella tristezza, quel sentirsi sole in mezzo alla gente, quel non sentirsi comprese, quella poca voglia di fare, di vivere che non ci fa vedere una via d’uscita e rende la vita incolore priva di significato.
E’ un dolore a volte muto. A volte ululante. A volte ci sentiamo totalmente anestetizzate come dentro un tunnel buio. Altre volte invece ci fa sentire in gabbia piene di fuoco che ci brucia dentro!
Chi di voi non ha mai detto una frase del tipo:
“io non sento più niente”,
“sono come anestetizzata”.
Vi risuona?
liberati dalla gabbia emotiva che ti fa soffrire
Nicoletta Boraso ©FAN – Tutte le immagini Riservate

Senti che manca qualcosa ..

Tu sei anima, sei una donna coraggiosa, combattiva, una guerriera moderna, ti senti forte, ne hai passate tante.

Sei in cammino verso la conoscenza di te stessa perché la vita ti sta portando a compiere delle sfide.

Una malattia, una crisi, un lutto, un senso di smarrimento, o semplicemente convivi con dolori psicosomatici o cronici.

La sensazione  è quella di sentirti confusa, non ti riconosci, sei disorientata in questo mondo dove attorno a te vedi solo “bruttezza”, dove le persone non ti capiscono, non riescono a vedere la tua luce.

E ti convinci che è meglio stare sola piuttosto che male accompagnata!

Stai lottando perchè li fuori è dura ed hai imparato ad essere forte altrimenti non ci sarebbe altra soluzione. 

Hai  perso tutto per proteggerti da queste emozioni negative come solitudine, angoscia, paura, tristezza, rabbia e senti che manca qualcosa alla tua vita.

Ma sei anche alla ricerca di una verità più profonda, ti stai facendo delle domande. “chi sono io ?”, “come faccio ad attivare il cambaimento”?

Lascia che ti dica però che questo è un atteggiamento che ti autoboicotta, che ti porta a non vivere pienamente la vita e a convogliare tutte le tue energie nell’ansia, che altro non è che una sfumatura del dolore dell’anima.

Se ti senti cosi è normale che tu abbia perso la fiducia sulle persone, sul mondo. E a questo punto del cammino ti senti sola e sai di non poter potete contare su nessuno tranne che su te stessa.

“non è cosi?” ti risuona?

Quindi perchè la tua anima soffre?

Claudio Naranjio, psichiatra, medico e maestro di Gestalt, Fondatore della scuola SAT, diceva che la sofferenza aveva una radice. Secondo lui deriva dalla mente del patriarcato. Dalla mentalità maschile autoritaria, aggressiva, quella mentalità in cui l’aspetto maschile dentro ognuno di noi (si hai capito bene, dentro anche noi donne) prende il sopravvento, da delle direttive, dice che dobbiamo fare, dobbiamo portare risultati, essere efficienti.
Dobbiamo essere produttive. Avere un lavoro, fare figli, essere amanti, madri. ..

“devi trovarti un lavoro sicuro”,
“devi fare un figlio a 30 perché poi l’orologio scade”,
 
Tutti questi “devo” fanno parte dell’educazione che abbiamo ricevuto, basata su una società che indirizza, educa alla repressione degli istinti naturali, dell’intuito, della saggezza che abbiamo dentro di noi che ci porterebbe a vivere libere da condizionamenti esterni. (conferenza del Dic 2017 “le mie prime due vite”).
Noi quindi nasciamo così, con già dei traumi, anche se abbiamo ricordi felici. L’autorità del maschile vuole indicarci la via del “dovere” e reprime quella “del piacere”. Che non è intesa solo quella sessuale, ma del piacere dell’essere, dell’esistenza, della bellezza, della gioia per le piccole cose.
Del permettersi di vivere con lentezza ad esempio. Di stare a guardare il mare senza dover fare niente, del godersi un ora di lettura senza sentirsi in colpa per non aver raggiunto degli obiettivi di lavoro.
Quante volte ti sei repressa in queste azioni cosi semplici perché pensavi non fossero accetate? Pensavi di non essere accettata!!!
La via del dovere ti indica che devi comportarti in un certo modo, nei canoni della società che ci vuole tutte uguali.
“se sei senza utero, sei una mezza donna”, se non trovi marito giovane, non ti vorrà più nessuno” e così via.
Ti suona?

E quindi?

il dolore ti fa vivere una sensazione di solitudine e angoscia. non ti fa vedere la luce infondo al tunnel
Nicoletta Boraso ©FAN – Tutte le immagini Riservate
Viviamo in un mondo in cui essere diversa, unica, libera ti fa sentire in colpa, sola. Aumenta la differenza dagli altri limitando perciò l’espressione del potenziale che hai dentro di te.

Questi condizionamenti del patriarcato soffocano la spontaneità, l’essere autentica. L’essere libera di esprimerti. Rinunci così alle tue potenzialità e questo è la fonte della sofferenza.

Il dover controllare gli istinti per il bene comune, per convivere con gli altri ci fa ammalare.  Ecco che arrivano, tristezza, la rabbia, la paura, la colpa, la vergogna, il disprezzo, il giudizio. Tutte queste emozioni bloccate, represse, non liberate portano gradualmente il tuo corpo in una linea di non ritorno. Dolori psicosomatici, dolori cronici, per passare poi a vere e proprie malattie. Tumori.

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Non è facile cambiare

Non è facile seguire seguire la saggezza interiore perché ci mancano gli strumenti. E spesso quando ne abbiamo bisogno è troppo tardi e ci affidiamo alle competenze sbagliate. Alla scienza che non si prende cura dell’essere per esempio. A medici che propongono di rimuovere il problema senza lavorare sulla radice del problema e trovare un significato.

Cosa possiamo fare per noi stesse?

Possiamo imparare ad integrare le forze istintive naturali nello spazio della coscienza. Il male non è dentro di noi, ma è il prodotto della repressione.

Dobbiamo imparare ad amare prima noi stesse e poi gli altri per essere felici nuovamente e ritrovare la fiducia nel mondo. Con compassione, con spirito continuo di spinta verso il nuovo che prende forma. Utilizzando l’intuizione, la nostra saggezza interiore che è già dentro di noi. Integrare il maschile e il femminile.

Affidati, e guarisci te stessa

Puoi dirmi di conoscere il tuo dolore in profondita? Sai da dove arriva? Quale messaggio ha per te? 

Il segreto è  imparare a partire da noi dalla base, dalle sensazioni, dalle emozioni.

Perché le emozioni, tutti noi le abbiamo provate nella vita, ma spesso non sappiamo cosa sono e cosa ci vogliono comunicare.

Allora è utile cominciare un cammino di conoscenza verso la  parte più profonda, di accettazione e agire quella parte istintiva che hai dentro, che ancora non conosci. Per riportare il corpo a fare una nuova esperienza riparativa, per recuperare quelle parti non espresse di te che si traducono in potenzialità. Puoi liberarti e diventare la medicina di te stessa.

 

Perché le emozioni, tutti noi le abbiamo provate nella vita, ma spesso non sappiamo cosa sono e cosa ci vogliono comunicare.

amati e rifiorisci
Nicoletta Boraso ©FAN – Tutte le immagini Riservate

Comincia a fare un passo verso la tua essenza attraverso gli strumenti creativi di consapevolezza del metodo ©FAN.

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Io sono Nicoletta Boraso in arte ©FAN. Ho ideato un metodo esperienziale per favorire l’autoguarigione attraverso pratiche e strumenti creativi. Puoi scoprire di più su me a questa pagina.

PS.

Se vuoi leggere di più rispetto ai temi di cui ho scritto, ti consiglio di acquistare questo libro di C. Naranjo.
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Nicoletta Boraso ©FAN

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Riscopri te stessa con le mappe delle mie emozioni

Riscopri te stessa con le mappe delle mie emozioni

Riscopri te stessa
Con il libro “le mappe delle mie emozioni”

28 Apr, 2022

Hai mai usato la creatività per conoscerti? Ho creato un mio metodo ©FAN, di consapevolezza creativa, intuitiva. In cui utilizzo strumenti diversi che ti permettono di accedere alla natura profonda di te stessa per liberarla e diventare autentica.

Oggi voglio dedicare questo articolo ad una scoperta speciale. Un libro illustrato per bambini. Realizzato da un artista che si chiama Bimba Landmann. Il suo nome è così particolare che già mi porta dentro ad un “paesaggio emotivo”. Mi ricorda di quando ero bambina. Giocavo, sperimentavo colori, mi nascondevo, ero libera di essere me stessa.

indice
La mia scoperta
Il libro
Ascolto le mie Emozioni
Pratica Immaginale
mappe delle mie emozioni

La mia scoperta

Un bambino, uno zainetto, un album da disegno, un binocolo, un sacco a pelo e le scarpe. Pronti, partenza, via! Ecco che inizia questo viaggio visivo all’interno delle nostre emozioni. Quante di voi possono dire di conoscere le proprie emozioni, di attraversarle, comprenderle accettarle e viverle? Insieme a questo libro illustrato possiamo scoprire che nelle emozioni primarie, ci possono essere molte sfumature.

Prendiamo per esempio un emozione come la rabbia.
Come si mostra la rabbia? quante immagini potete vederci? distruzione di oggetti, parole urlanti, armi che feriscono, fuoco sparato, parole velenose, .. La rabbia non ha mai una sola immagine, ci avevate mai riflettuto? E la nostra rabbia la conosciamo? Sappiamo dire con esattezza come si mostra a noi e alle persone che ci stanno intorno?

Ho acquistato questo libro attratta dalla copertina. La sua consistenza, la dimensione e l’immagine mi hanno fatto pensare che avrei potuto utilizzarlo come strumento creativo per accedere alla consapevolezza del sè nei miei laboratori di disegno emozionale. Rimango subito attratta dalle “mappe”. Non avrei mai pensato di poter costruire delle mappe emotive. Solitamente nell’esperienza della consapevolezza il lavoro che faccio con le emozioni è circolare.

Quando arriva un’ emozione mi prendo il tempo per ascoltarla, per rendermi consapevole di ciò che accade dentro di me. La conosco meglio e decido di esprimerla, quindi la butto fuori di me. Ed in fine capisco se quell’emozione la devo integrare oppure scartare perchè fonte di sofferenza o quant’altro. Imparo a gestirla insomma.

Una mappa invece è un percorso orizzontale e la sensazione che mi arriva guardandole è quella di camminarci sopra, di attraversare questi “paesaggi emotivi” per osservarli e sentire come ci sto dentro. Sfoglio il libro e noto i colori, i dettagli e mi rendo conto che ogni mappa è una parte del corpo. Le terre della rabbia ad esempio sono rappresentate con una mano. Mentre nelle terre della gelosia c’è un volto che urla nell’orecchio di un altra persona. Li potete vedere anche voi?

terre della rabbia

Il libro

Interagisco con il libro, indosso dei nuovi occhiali, delle nuove lenti, voglio mettermi nei panni di quel bambino inventore di mappe. Voglio indossare le sue scarpe ed essere nuovamente bambina per accedere al mio lato giocoso, al mio lato sperimentale ed ingenuo per fare un piccolo viaggio dentro me stessa. Una passeggiata.
A volte per poterci meravigliare e lasciare andare emozioni di tristezza, solitudine, angoscia e malessere dobbiamo fare lo sforzo di abbandonare quei pensieri limitanti, quelle abitudini che ci impediscono di far fluire la nostra vera natura, la nostra essenza. Ecco che questo libro è un occasione per provare a fare pratica di noi stesse e provare a tornare un pò bambine per recuperare quel senso di meraviglia che abbiamo perso.
Cammina con me, in questi paesaggi e imparerai a fabbricarti nuove lenti per guardare da vicino le tue mappe emotive, che spesso fanno paura.

Ascolto le mie Emozioni

Osservo il percorso del bambino, lui comincia dalle terre della speranza, passando poi per la paura, il disgusto, la gioia, la rabbia, la vergogna, la meraviglia, la gelosia, la tristezza ed infine l’amore. Io decido di non seguire i suoi passi ma di saltare di paesaggio in paesaggio, di pagina in pagina. Ho voglia di saltare più che di camminare. Saltellare come una cavalletta. Chissà cosa significa .. Un pò lo so, sono guidata dall’impazienza di vedere tutto il libro in un unico sguardo. Sono attratta dai dettagli che ogni territorio presenta. “Labirinto dell’impossibile”, “colline del tremore”, “macerie della città di pace”, “lago abbandono”, “lago armonia” .. Chissà come le sono venuti in mente questi nomi, dove li ha trovati. Mi chiedo se sono frutto delle sue esperienze passate oppure nomi di fantasia arrivati da chissà dove. Glielo chiederò di sicuro!

Quanta meraviglia nell’osservare e scoprire queste immagini che diventano sensazioni vissute, pensieri detti, emozioni provate. Resto su qualche immagine e ascolto cosa mi sta comunicando per connettermi alla mia anima. Mi chiedo di cosa sono consapevole osservando queste immagini?

Questo è un utilissimo strumento di consapevolezza che utilizzo, per stare nel qui ed ora e capire in modo intuitivo e creativo chi siamo. Chi sono.


Perchè proviamo quello che proviamo?
Quali sono le emozioni che mi creano malessere?
Come mai le provo e cosa ne posso fare di queste emozioni?

Spesso non siamo in grado di definire le sensazioni che proviamo ed è altrettanto difficile definire un emozione perchè ci siamo desensibilizzate a causa di eventi straordinari e traumatici della nostra vita che ci hanno bloccate li a quel momento doloroso. Non riconoscere le emozioni però ha il suo svantaggio perchè ci porta a vivere una vita non consapevole, una vita a metà. Spesso ci porta nel sentiero sbagliato ed è per questo che possiamo sentirci sbagliate, bloccate, prive di vitalità, stanche .. Ecco che abbiamo il dovere di riscoprire chi siamo, riscoprire il valore delle nostre emozioni, anche di quelle che ci creano malessere per ritornare a vivere. A gioire.

Come facciamo?

rabbia

Sperimentiamo insieme la pratica immaginale

terre della paura
Usiamo insieme un territorio di questo libro. Ho scelto per ora le terre della paura. Camminiamoci insieme per mano. Siediti comoda in un ambiente silenzioso dove puoi connetterti con te stessa, se riesci prenditi qualche minuto prima di iniziare e fai qualche respiro per portare il tuo corpo in uno stato di rilassamento.
Iniziamo!
1- Stampa o salva l’immagine qui sopra
2- Osserva per qualche minuto questa mappa e cerca di non giudicare, prova a rimanere aperta all’intuizione.
3- Che cosa vedi per primo? vedi un immagine generale o un dettaglio?
4- Soffermati sul dettaglio o l’immagine che ha colto la tua attenzione
5- Descrivi l’immagine a voce alta, annota tutti i dettagli come fosse un inventario. usa queste frasi, ho notato che .. , è presente il/la .. , è di forma .. , .. questo ti permetterà di rendere oggettivo e reale quello che vedi
6- Aggiungi ora la tua sensazione e indica come ti fa sentire questa immagine. Che sensazione ti arriva guardandola? Senti qualche brivido, qualche tensione nel corpo? Se si, dove? Prova a rimanere con gli occhi chiusi e visualizza l’immagine dentro di te. Ascolta le sensazioni che il tuo corpo ti manda, Se non arriva niente non giudicarti per questo. Annota queste sensazioni da qualche parte.
7- Connettiti ora con la tua emozione e prova a sentire se è arrivata un emozione o un ricordo. Scrivilo da qualche parte.

 

Come è stato fare questo esercizio? Facile o difficile per te? Hai scoperto qualcosa di nuovo?

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PS.

Sai cosa mi ha regalato questo libro? La conversazione con Bimba

Quando accedi alle tue emozioni e le liberi il risultato è un pò magico. Come il mio ad esempio. Mi sono fatta prendere così tanto dalla gioia della scoperta di questo libro che ho interagito con Bimba e ci siamo così regalate una telefonata. Ci siamo conosciute per la prima volta e abbiamo condiviso un po di noi. Le ho chiesto se quel bambino in viaggio era un pò lei, ma la risposta la sappiamo entrambe. C’è sempre un pò di noi in quello che scriviamo, disegniamo, raccontiamo. L’arte ci parla sempre di noi. E con l’arte possiamo raccontare la nostra storia per riconoscerci e ritrovarci.

Mi ha raccontato un pò del processo del libro, di quanto tempo ci ha messo per realizzarlo, di come il libro sia diventato una scoperta anche per lei. Nato come libro per bambini in realtà è stato ed è utilizzato tutt’ora in laboratori per adulti. Ci siamo ripromesse di fare qualcosa insieme, una live, un laboratorio in cui possiamo portare qualcosa di noi per lasciare a voi. In cui le mappe visive si possano integrare con la scoperta di sè. In cui ognuna di noi possa ritrovare se stessa attraverso il disegno, l’ascolto, l’intuizione. Sarebbe bello vero?

Vi consiglio di acquistare i libri di Bimba Landmann. Trovate i link qui sotto! Ah dimenticavo; le mappe delle mie emozioni fa parte della trilogia dei viaggi interiori. Questi qui sotto sono i titoli!

-Mappe delle mie emozioni – 2019

-Enciclopedia dei miei amici immaginari – 2021

-L’arte è portare fuori i sogni che abitano dentro – settembre 2022

Nicoletta Boraso ©FAN

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io non sento niente

io non sento niente

Io non sento niente

6 Apr, 2022

Oggi vi racconto la storia di una mia Cliente e del processo trasfrormativo che abbiamo realizzato insieme in un percorso di Counseling 1:1.

C. è arrivata da me dicendomi questa frase “io non sento niente, non provo più sensazioni ne emozioni”.

Quando subiamo un trauma, una perdita, un cambiamento improvviso o semplicemente abbiamo vissuto un esperienza che ci ha lasciato emozioni sgradevoli. Il nostro corpo accusa il colpo e in qualche modo ci dice: ”be preferisco non sentire nulla piuttosto che rivivere quel dolore”.

 

Ecco perché C. non sentiva più niente. Aveva bloccato le sue emozioni dolorose e così facendo anche quelle piacevoli. Insieme abbiamo fatto un percorso del metodo fan e dopo 10 incontri era riuscita a contattare la sua tristezza. Questo è stato il primo passo
verso la conoscenza di se e delle sue emozioni che l’hanno portata pian piano a rendersi più consapevole di quello che stava accadendo dentro di se e sensibile nuovamente alle sensazioni nel corpo e poi alle emozioni.

Il lavoro è stato intenso ma ora oltre che a sentire nuovamente il suo corpo, ha imparato ad accettare anche le emozioni come la tristezza. Perchè per ricominciare a sentire dobbiamo prima imparare ad accettarci cosi come siamo.

Che cosa era accaduto a C.

Le terapie analitiche e psicoterapiche ci hanno insegnato che per capire il trauma dobbiamo andare alla ricerca di esperienze passate della nostra infanzia. Nel counseling invece non facciamo analisi ma stiamo nel qui edora insieme al sintomo. Il sintomo è la sede del malessere, ma li, possiamo anche trovare il significato!
 
Quando arrivò, chiesi a C. di disegnare il suo corpo, volevo capire come si percepiva, come si vedeva. Mi sorprese perchè si disegnò senza occhi. Un corpo con un volto senza occhi. Quello era il suo modo di dirmi che lei non si vedeva. Non riusciva a percepirsi. Ecco cosa significava il suo “io non sento niente”. Così facendo negava a se stessa il contatto profondo con le sue emozioni.
Guardare le sue emozioni per lei avrebbe significato affrontare quella tristezza dolorosa che le compariva in determinati momenti della vita. Lei preferiva non guardarla piuttosto che sentirne il dolore. Ma cosi facendo non permetteva a se stessa nemmeno di provare altro tipo di sensazioni.
Alla fine dei 10 incontri le feci rifare lo stesso disegno e mi ricordo come fu straordinario vedere che si disegnò con gli occhi. Era accaduta una magia. Lei era riuscita ad accettare la sua tristezza come parte importante della sua vita.
Non importa dove sia nato quel sentimento, in quale momento della vita. Quello che importa è cosa poteva farci con quella tristezza e come poteva gestirla quando sarebbe arrivata nuovamente?

Nell’incontro con lei abbiamo lavorato proprio su questo. Su cosa fare con la tristezza. Abbiamo trovato molti strumenti nel suo interiore che le hanno permesso di gestire questa emozione con creatività. Ha cominciato a disegnare, suonare la chitarra. Ha trovato il suo modo per poterla esprimere senza trattenerla facendosì così del male.

Prova gli esercizi del metodo

Ho preparato una guida gratuita per te, per provare alcuni esercizi creativi del mio metodo e cominciare a dar voce alle tue emozioni. Scaricala al link qui sotto!

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Il salotto di Fan

Il salotto di Fan

Il salotto di fan

5 Apr, 2022

Buongiorno Anime bellle. Apro Fantasia con qualcosa che mi sta a cuore. Il salotto di Fan! Il salotto è una mia creazione, è il mio luogo, il mio spazio dove potermi prendere cura di me e di voi!

E’ un luogo armonico, progettato con i principi del feng shui. E’ un “salotto” situato nel cuore di Livorno, uno spazio per la cura di sé, dove le persone possono entrare e sentirsi subito a casa. Un luogo dove potersi spogliare dalle tante maschere che siamo abituati a vestire. Per le credenze della società, per i nostri stessi pregiudizi, per la forma che dobbiamo mantenere in apparenza. Un salotto intimo dove entrare per ritrovare se stessi, per conoscersi e scoprire qualcosa di nuovo su noi; come talenti e punti di forza. Attraverso strumenti creativi e metodo.

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Da dove nasce

Mi chiamo Nicoletta Boraso e mi piace definirmi un “artista umanista”. Mi sono trasferita da Milano alla Toscana qualche anno fa. La mia formazione passa attraverso l’architettura, il Feng Shui e Il Counseling Gestalt. Ho cominciato ad affacciarmi alla crescita personale quando, in un momento particolare della mia vita, mi sono chiesta quale fosse il significato di quello che stavo facendo.
“Chi sono?”, “Cosa voglio?” ..
Ho affrontato e attraversato due grandi sfide, due momenti di “crisi esistenziale e malattia” molto importanti che mi hanno portata a riflettere, a conoscermi, a fare molta introspezione e a cambiare vita, volente o nolente. E’ per questo che ho aperto questo spazio dove integro i miei talenti che metto a disposizione per le persone che come me, si trovano ad affrontare momenti difficili o di crisi nella vita, che provano ansia o semplicemente affrontano ogni giorno quella sensazione di solitudine e vuoto esistenziale.
 
Ho unito l’arte, l’amore per lo spazio abitato e per lo spirito, l’anima. Ho creato un mio metodo ©FAN che aiuta le persone a diventare più consapevoli, più forti e coraggiose per fare quel passo verso il cambiamento di sé. Per ritrovare benessere e serenità ed essere guidate nel cambiamento della propria vita e lasciar spazio alla scoperta della propria naturale autenticità.

Cosa troverai

Il salotto è uno spazio flessibile. Un luogo per il supporto emotivo, in cui potrai parlare, conoscerti ma anche osservarti ed esplorarti attraverso l’arte. Al salotto puoi provare i miei percorsi di crescita personale individuali e di gruppo con il mio metodo ©FAN e scegliere fra diverse proposte.

 

– percorsi individuali di counseling gestalt
– laboratori creativi di disegno emozionale in gruppo
– passeggiate consapevoli nella natura

 

Ma il salotto di fan è anche uno spazio per ascoltarsi attraverso modi creativi come l’arte, e la natura. Per osservarti e raccontarti, attraverso i disegni che possono diventare anche mostre.
Nicoletta Boraso ©FAN

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