Rituali e Simboli. Risveglia la Tua Voce Interiore nel Salotto Immaginale
Rituali e Simboli. Risveglia la Tua Voce Interiore nel Salotto Immaginale
Nel Salotto Immaginale di Marzo in questa Luna Nuova abbiamo attraversato immagini simboliche per risvegliare l’intuizione e ritrovare la nostra sorgente creativa.
Ciao Anima Creativa,
C’è una soglia che puoi scegliere di attraversare. Non è fatta di muri o di porte, ma di immagini, visioni, percezioni che sfiorano il confine tra ciò che crediamo di sapere e ciò che ancora non abbiamo osato vedere.
Ogni incontro del Salotto Immaginale è questo: un varco. Un passaggio tra il visibile e l’invisibile, tra la realtà lineare e il mondo dell’intuizione.
Ho creato questo spazio perché sento il bisogno di un luogo in cui l’immaginario non sia solo un riflesso della realtà, ma una forza attiva, un linguaggio potente con cui dialogare. Un’esperienza condivisa, un rituale di risveglio dell’intuito e dell’immaginazione.
Benvenuta al Salotto Immaginale. Il mondo dell’immaginario simbolico dove ogni immagine è una guida intuitiva che risveglia la tua voce interiore.
indice
Il Salotto Immaginale: un rituale creativo sotto la Luna Nuova
L’immagine come soglia: la casa e l’uomo
I simboli nascosti nell’immagine: leggere il linguaggio dell’anima
Dall’ascolto dell’immagine alla propria immagine con intenzione
Intuizione e manifestazione: la creatrice che nasce dall’interno
Cosa ci siamo portate a casa: simboli, sensazioni e autenticità
Il prossimo Salotto Immaginale ti aspetta: un invito a ritrovarti
Il Salotto Immaginale: un rituale creativo sotto la Luna Nuova
C’è un momento, ogni mese, in cui la luna si fa invisibile. Nel suo ritirarsi, ci invita a fare lo stesso: a rallentare, a stare in ascolto, a tornare dentro.
È in questo spazio di silenzio fertile che ho scelto di aprire il Salotto Immaginale: un rituale mensile, gratuito e intimo, dedicato a undici creatrici sensibili che desiderano riconoscersi nel proprio gesto creativo e tornare alla propria sorgente interiore attraverso le immagini simboliche.
Giovedì 27 marzo, nel respiro sottile della Luna Nuova, ho guidato l’incontro uno.
Il cerchio del Salotto Immaginale è stato raccolto, profondo, e ogni donna ha potuto sentirsi accolta nella propria verità del momento.
Non c’era bisogno di sapere, né di fare. Solo di esserci, con delicatezza e presenza.
In questo primo incontro, ho voluto condurre un movimento attraverso il passaggio tra l’inverno e la primavera, non come evento stagionale, ma come movimento interiore: una soglia simbolica, emotiva, ciclica, dove la parte silenziosa e riflessiva di noi inizia a incontrare la luce del risveglio. Per celebrare l’equinozio di primavera.
Abbiamo iniziato con una semplice domanda:
Come stai, davvero, in questo passaggio?
E da lì, attraverso il potere evocativo delle immagini, siamo entrate nel linguaggio dell’anima: fatto di colori, simboli, emozioni e intuizioni.
Il Salotto Immaginale non è un laboratorio di creatività esteriore. È uno spazio in cui l’immagine diventa ponte tra visibile e invisibile, e dove il gesto creativo nasce da dentro, perché realizzarsi nella propria creazione significa prima riconoscersi nel proprio sentire.
Una delle partecipanti ha condiviso:
“Se siamo qui è perché stiamo già imparando a vedere le violette.”
Ecco cos’è per me il Salotto: una soglia fertile, dove impariamo a sentire i primi segni della gioia, anche quando tutto fuori sembra ancora avvolto dal silenzio dell’inverno.
L’immagine come soglia: la casa e l’uomo
L’immagine che ho proposto all’incontro uno del Salotto Immaginale non era lì per essere capita, ma per essere sentita. Era un invito silenzioso a lasciarsi attraversare. A lasciar emergere il proprio mondo interiore attraverso i segni visivi, che, come piccole soglie, si aprono solo quando ci si ferma davvero a guardare.
In questo spazio, i simboli non sono concetti, ma esperienze sensibili, memorie profonde, verità sospese tra il visibile e l’invisibile. Eccoli, uno a uno, così come sono apparsi:
La casa
Il simbolo dell’interiorità. Della dimora che siamo. Per molte creatrici, è stata sentita come spazio da abitare pienamente, ma anche come luogo da cui si è lontane. Una creatura viva, che ci chiama a rientrare. A volte accogliente, altre volte chiusa.
Domanda: Qual è oggi la mia casa interiore? La abito o la osservo da fuori?
L’uomo
Figura enigmatica. In piedi, in attesa, in soglia. Per alcune ha rappresentato la parte razionale, il fare, il limite. Per altre, un invito al radicamento o alla protezione. Sempre in relazione alla casa, come se fosse il guardiano di un confine.
Domanda: Cosa tengo fuori dalla mia casa? Cosa custodisco?
Il bambino
Tenerezza, ritorno, vulnerabilità.
Una parte antica che chiede attenzione. Spesso riconosciuto come la parte di sé dimenticata, quella che guarda e sente senza difese.
Domanda: Dove ha bisogno di essere visto, oggi, il mio bambino interiore?
Le foglie
Segni di movimento, cambiamento, vita che si trasforma. Percepiti come elementi naturali, leggeri, danzanti. Hanno portato la memoria del passaggio tra stagioni, del lasciar andare.
Domanda: Cosa sta cadendo da me? E cosa sta germogliando?
Gli occhi (aperti e chiusi)
Due visioni: il mondo esterno e quello interno. La necessità di chiudere gli occhi fuori per aprirli dentro. Un invito a rallentare, a vedere con altri sensi.
Domanda: Cosa sto vedendo davvero? E cosa non riesco ancora a vedere in me?
La mano
Gesto, contatto, offerta, ricezione.
Per alcune è stata percepita come un invito a fare spazio. Per altre, come richiesta di aiuto o gesto creativo pronto a fluire.
Domanda: Cosa voglio toccare, creare, lasciare andare?
I pallini rossi
Forse i più misteriosi. Per alcune creatrici erano semi. Per altre un pene. O ancora, punti da connettere, portali, domande sospese.
Domanda: Quali piccoli segni stanno disegnando la mia direzione, anche se ancora non la vedo?
Nessuna di queste immagini è lì per essere capita. Ognuna parla in modo diverso a ogni anima creativa che la guarda. È proprio questo che rende il linguaggio simbolico così fertile: non ci dà risposte, ma ci accompagna a porre le domande giuste.
Domande che aprono varchi. E ogni varco è una possibilità di tornare a sé, di creare non da ciò che so, ma da ciò che sento.
I simboli nascosti nell’immagine: leggere il linguaggio dell’anima
Nel cerchio del Salotto Immaginale, ogni volta offro un’immagine come chiave. Non per interpretarla, ma per entrarci dentro. Per lasciarci guardare.
Per l’incontro uno, ho scelto una tavola illustrata tratta dal libro Mettere i puntini sulle isole, in lingua originale francese.
Una scena semplice e piena di simboli silenziosi: un uomo, una casa, un bambino, foglie, camino, occhi chiusi e aperti, una mano e dei pallini rossi che punteggiano lo spazio.
Ho chiesto alle anime creative presenti di fermarsi in ascolto:
“Cosa vedi?”
“Cosa ti risuona?”
“Dove ti porta questa immagine?”
Le risposte sono state intime, potenti, uniche.
Per Irene, l’immagine ha portato alla luce un senso di solitudine:
“Quell’uomo è da solo. È dentro o fuori la casa? Mi ha fatto venire in mente cosa significa avere una casa, esserci dentro.”
Donata ha notato il bambino e l’ha sentito come un riflesso di sé:
“È come se quel bambino fossi io. C’è qualcosa che mi dice: ‘Torna dentro.’ Dentro casa. Dentro di me.”
Lavinia ha percepito una tensione tra interno ed esterno:
“L’uomo è una figura di passaggio. Non è fermo, ma non è nemmeno in cammino. È una soglia.”
E poi c’è stata la voce di Laura, che ha detto: “Mi ha colpito la posizione degli occhi, chiusi e aperti. Forse è un invito a chiudere gli occhi fuori per aprirli dentro.”
Tutte queste visioni, sentite con il corpo e con l’anima, hanno acceso la potenza immaginale dell’incontro.
Non servono spiegazioni, perché ogni simbolo è vivo e personale, e ciò che risveglia in ognuna è parte del suo viaggio creativo.
Nel Salotto, l’immagine non è da comprendere, ma da attraversare. E in quell’immagine iniziale, ogni creatrice ha trovato un varco, un richiamo, un gesto. Verso sé stessa. Verso la propria casa interiore, verso il confine tra inverno e risveglio, tra chi sono e chi sto diventando.
Dall’ascolto dell’immagine alla propria immagine con intenzione
Dopo aver attraversato l’ascolto profondo dell’immagine, abbiamo lasciato che ciò che si era mosso in noi potesse prendere forma. Forma leggera, essenziale, sentita. È qui che si è aperta la seconda soglia dell’incontro uno del Salotto Immaginale: dall’osservazione esterna al tracciare interno, dal simbolo al segno consapevole, dalla visione all’immagine-intenzione.
Ho proposto una pratica poetica e immaginale: una lettura guidata, tratta dal libro “Mettere i puntini sulle isole”, che ascolterai nel prossimo capitolo attraverso la mia voce. Un passaggio che ci ha accompagnate dolcemente dalle ombre dell’inverno alla luce dell’equinozio.
Attraverso le parole del testo, ciascuna creatrice ha sentito affiorare una frase, un’intenzione luminosa, personale, autentica. Non era un esercizio artistico. Era un gesto di risveglio.
Una piccola azione simbolica per segnare l’inizio di qualcosa di nuovo. Un atto di rinascita, tepore, luce.
Quelle frasi sono state poi tracciate su carta, con parole, disegni, simboli, colori. Segni reali e vibranti, che mi sono stati inviati nei giorni successivi e che condividerò con immensa gioia nel corpo dell’articolo, perché possano ispirare altre anime sensibili.
Ognuna ha trovato la propria forma di dire “sì” alla primavera interiore.
E ognuna, con quel gesto, ha affermato: “Io ci sono. Io mi ascolto. Io creo.”
A volte basta una parola vera, tracciata nel momento giusto, per iniziare davvero a fluire.
Il testo come soglia: una lettura per risvegliarsi alla luce
Nel cuore dell’incontro uno del Salotto Immaginale, c’è stato un momento in cui tutto si è fatto più sottile, più raccolto, più silenziosamente potente.
Ho letto un passaggio tratto dal libro “Mettere i puntini sulle isole”,i Élise Fontenaille, con le immagini poetiche di Violeta Lópiz. Un testo poetico che è insieme carta geografica e diario dell’anima. Un libro che parla per immagini, frammenti, intuizioni. Che non spiega, ma risveglia.
Quella lettura è stata come una chiave: una soglia da attraversare per lasciare indietro le ombre dell’inverno, e camminare verso la luce dell’equinozio, non solo come stagione, ma come movimento interiore.
Le parole lette sono scese in profondità. Hanno incontrato qualcosa di già vivo dentro ognuna delle creatrici presenti: un desiderio di verità, di dolcezza, di radicamento e fioritura.
È stato da lì che sono emerse le frasi-intenzione, tracciate con cura, come piccoli germogli visivi da custodire nel tempo.
Il testo letto durante l’incontro uno del Salotto Immaginale è tratto da “Les poings sur les îles” – edizione francese di Élise Fontenaille (autrice) e Violeta Lópiz (illustratrice) – Edizioni Rouergue.
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Cosa ci siamo portate a casa: simboli, sensazioni e autenticità
Ogni cerchio del Salotto Immaginale si chiude senza chiudersi davvero. Quello che accade dentro non resta lì. Si riversa nel quotidiano, prende forma nei pensieri, si insinua tra i gesti. È così che l’esperienza si radica.
Alla fine dell’incontro uno, abbiamo sentito che qualcosa si era aperto. Non tanto come epifania, ma come presenza nuova, sottile, profonda. Le creatrici mi hanno scritto nei giorni successivi, condividendo immagini, parole, intuizioni.
Segni tracciati su carta, semplici e veri, che ho ricevuto come piccoli altari visivi.
C’è chi ha disegnato una casa, con finestre aperte verso l’interno.
Chi ha tracciato una spirale, con parole-simbolo nei bordi.
Chi ha lasciato che il colore parlasse, e lo spazio bianco diventasse vuoto fertile.
Ognuna ha portato con sé un simbolo personale, emerso durante il rituale: una foglia, un caminetto acceso, un bambino, una porta, un silenzio. Ma ciò che accomunava ogni condivisione era questo sentire:
“È stato come se sapessimo già vedere le violette, perché ci stiamo dedicando a rallentare, a notare. In questa parentesi, nel salotto ne ho sentito il profumo. Grazie davvero”
E forse è proprio questo il dono più grande del Salotto: non dare risposte, ma ricordare la via del ritorno. Riconnettersi alla propria intuizione, sentirsi di nuovo in relazione con la propria immagine interiore, e da lì, iniziare a creare in modo autentico.
Per alcune è stato un primo passo. Per altre, un ritornare a casa. Per tutte, un movimento vero.
©Virna e la sua casa
Il prossimo Salotto Immaginale ti aspetta: un invito a ritrovarti
l libro Les poings sur les îles è stato la soglia immaginale che ha accompagnato le creatrici presenti a varcare il confine tra inverno e primavera. Un testo prezioso, illustrato da Violeta Lópiz, che ha ispirato il nostro gesto, la nostra frase, la nostra immagine-intenzione.
Se hai sentito risuonare dentro di te anche solo una parola, un’immagine, un silenzio, allora il prossimo Salotto Immaginale potrebbe essere il tuo momento per entrare.
Il cerchio si riapre ogni Luna Nuova, in uno spazio gratuito, intimo e protetto, aperto solo a 11 creatrici sensibili e raffinate che desiderano ritrovare la propria sorgente creativa attraverso le immagini simboliche, il corpo percettivo e il gesto intuitivo.
Non è un corso.
Non è una tecnica.
È un atto di cura, un rituale sacro e semplice, per tornare a te stessa, al tuo sentire più autentico, e da lì riconoscerti nella tua creazione, nella tua professione, nella tua verità.
Ogni incontro è diverso. Ogni immagine apre una nuova soglia. Ma la direzione è sempre la stessa: verso casa.
Nicoletta Boraso Il salotto di FAN
Vuoi entrare nel cerchio magico? ed esplorare live il tuo immaginario interiore?
Ho creato una guida gratuita per accompagnarti all’esplorazione simbolica in preparazione all’evento del salotto immaginale. (il rituale mensile FAN ad ogni luna nuova).
Oltre l’Incontro: Il salotto Immaginale. il tuo rituale mensile di luna nuova
L’Incontro Zero è stato solo l’inizio perchè ogni immagine continua a lavorare dentro di noi.
Se hai sentito una risonanza in questi simboli, sappi che il viaggio non finisce qui.
Le immagini parlano a chi sa ascoltare. L’immaginale non si impone, non urla, non razionalizza. Sussurra, evoca, chiama.
Io sono qui, a varcare la soglia insieme a chiunque senta il richiamo.
Ci vediamo alla prossima luna nuova.
NIcoletta in arte FAN
Ci ritroveremo nella Notte di Luna Nuova ogni mese del 2025, per attraversare un nuovo varco. Se senti il richiamo, prenota il tuo posto.














